Padula
Origini antiche di Padula

La cospicua presenza di reperti archeologici, risalenti al VI e V secolo a.C. e provenienti dalle alture della Civita, e la scoperta di corredi tombali greco-italioti attestano la remota origine dell’abitato di Padula, che ha influenzato l’intera storia del Vallo. In epoca romana è attestato qui l’insediamento che prese il nome di Consilinum

Divenuto ‘Municipium’ durante l’età imperiale, il centro sopravvisse probabilmente fino al IX sec.

Il culto di San Michele Arcangelo
e i monaci basiliani

Durante il dominio longobardo si sviluppò il culto di San Michele Arcangelo nella caverna-santuario di San Michele alle Grottelle: è questo il luogo di devozione più importante della comunità padulese, che vi si reca durante l’anno per i festeggiamenti del Patrono, rispettando la ricorrenza secondo il calendario orientale. 

Tra il VI e VIII sec. venne eretta, sul colle di Padula, la cella tricora di San Nicola “De Donnis”, un ‘martirion’ che testimonia la presenza di monaci basiliani. In concomitanza con l’ampliamento di San Nicola “De Donnis”, avvenuto nel IX sec., nasce il primo nucleo urbano di Padula. Mentre al X sec., sempre per opera dei basiliani, risale la fondazione del Monastero di San Nicola al Torone, che, nel 1086, venne donato da Ugo d’Avena alla Badia di Cava. Sempre al IX-X sec. è riferibile la fondazione della Chiesa madre di San Michele Arcangelo, che domina la parte più alta dell’abitato.

I Sanseverino e il Castello

Nel 1296 Padula divenne feudo dei Sanseverino, dopo essere stata già possesso dei Fasanella e di Sacchetto di Saccovilla: a quell’epoca è riconducibile l’edificazione del castello voluto da Carlo II d’Angiò, di cui restano soltanto tracce dell’antica cinta muraria.

La Certosa di San Lorenzo

Nel 1306 Tommaso Sanseverino fondò la Certosa di San Lorenzo, sorta su una grancia verginiana che comprendeva una chiesa dedicata allo stesso santo (fondata nell’VIII sec.): la Certosa, con i suoi 32.000 mq di superficie, è uno tra i più grandiosi edifici monumentali dell’Italia meridionale. Dal 1982 il complesso è stato affidato alla tutela della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino, che ha iniziato una grande opera di restauro, rifunzionalizzazione e valorizzazione del monumento, riportato a nuova vita dopo un lunghissimo periodo di decadenza. 

Alcuni ambienti della Certosa sono oggi occupati dal Museo archeologico provinciale della Lucania Occidentale, inaugurato nel 1957.

Joe Petrosino e la memoria storica

A ridosso dell’entrata, nei locali dell’antica spezieria, è attualmente dislocata una mostra permanente dedicata al famoso poliziotto italo-americano Joe Petrosino, nativo di Padula, di cui è visitabile anche la Casa-museo, allestita in omaggio all’illustre concittadino. 

All’anno 1380 risale la fondazione dell’altro monastero di Padula: il Convento di San Francesco, voluto da Giovan Tommaso Sanseverino. 

La Chiesa della SS. Annunziata, edificata nel secolo XVI ma ristrutturata nell’Ottocento, ospita la cripta con il “Sacrario dei Trecento”, ove sono conservati i resti dei partecipanti alla spedizione di Sapri, guidata da Carlo Pisacane, uccisi a Padula nel 1857.

Dalla Certosa all’età napoleonica

Dal 1640 il feudo di Padula fu acquistato dalla Certosa, la quale lo detenne fino all’epoca napoleonica, che segnò la decadenza del suo potere e la progressiva spoliazione del suo ricco patrimonio artistico.

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