I reperti archeologici conservati nei Musei della Certosa di Padula, di Sala Consilina e nel Museo Provinciale di Salerno testimoniano un insediamento molto antico, con una vasta necropoli di carattere villanoviano.
La continuità abitativa è documentata fino al IV secolo a.C., mentre la vita del centro antico sembra interrompersi nel V secolo a.C., probabilmente a causa dello sviluppo della vicina Civita di Padula. I ritrovamenti di ceramica attica e indigena (VII–III secolo a.C.) confermano la frequentazione costante dell’area fino alla fondazione romana di Consilinum nel II secolo a.C.


Della Consilinum romana restano importanti testimonianze, come alcune edicole funerarie e i resti della cinta muraria visibili sulla collina di Padula.
Il sobborgo di Consilinum era probabilmente Marcellianum, identificato con l’area dell’odierno San Giovanni in Fonte. Qui si svolgeva una celebre fiera annuale, che attirava mercanti da Calabria, Puglia e Basilicata.
Di grande rilievo è il Battistero di San Giovanni in Fonte, fondato forse nel IV secolo e sede vescovile fino al X secolo. Ancora oggi conserva il fascino originario, grazie alla sorgente naturale (Leucothea) che alimenta la vasca battesimale.


Nel IX secolo Consilinum e Marcellianum scomparvero, probabilmente a causa delle incursioni saracene. Il nuovo centro si sviluppò sotto l’influenza longobarda, come dimostrano sia il toponimo “Sala” sia l’impianto urbano e difensivo, simile a quello adottato dal principe Arechi II.
Ai longobardi si deve anche la diffusione del culto di San Michele Arcangelo, testimoniata dalla presenza del borgo medievale di Sant’Angelo.
Nell’XI secolo fu costruito il castello, attribuito a Roberto il Guiscardo e poi passato agli Svevi e ai Sanseverino. Dopo la Congiura dei Baroni e vari assedi, il castello venne distrutto alla fine del Quattrocento.


Nel 1533, con lo smembramento dei possedimenti dei Sanseverino, Sala fu venduta al Principe di Stigliano e successivamente ai Caracciolo di Brienza.
A differenza di altri centri del Vallo di Diano, la città sviluppò una forte identità laica, che nel Seicento portò alla conquista della libertà dalla soggezione feudale. Questo processo influenzò anche l’assetto urbano, evidente nei palazzi e nelle strade del centro.
Nel 1629 il vescovo Brancaccio trasferì qui la sede episcopale, con la costruzione del vescovado, utilizzato fino a tempi recenti anche come carcere.
Esperienza con l’orafo
Un momento creativo e rilassato, per entrare in contatto con il territorio e portare a casa un souvenir unico, realizzato con le proprie mani.
Tree climbing
L’obiettivo è risvegliare e coltivare un’abilità antica dimenticata ma anche creare uno scambio di emozioni e ricordi indelebili in un ambiente naturale sicuro e accogliente.

